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		<title>Dentro i conflitti con Andrea Sceresini</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:17:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Andrea Sceresini è un giornalista, scrittore e reporter italiano specializzato nella copertura dei conflitti armati e delle crisi internazionali. Nel corso della sua carriera ha raccontato guerre, tensioni geopolitiche e trasformazioni sociali attraverso un giornalismo fondato sulla presenza diretta nei luoghi degli eventi, sull&#8217;osservazione sul campo e sulla raccolta di testimonianze in prima persona. Una [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Sceresini<span style="font-weight: 400;"> è un giornalista, scrittore e reporter italiano specializzato nella copertura dei conflitti armati e delle crisi internazionali. Nel corso della sua carriera ha raccontato guerre, tensioni geopolitiche e trasformazioni sociali attraverso un giornalismo fondato sulla presenza diretta nei luoghi degli eventi, sull&#8217;osservazione sul campo e sulla raccolta di testimonianze in prima persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una parte significativa del suo lavoro si è concentrata sull&#8217;Europa orientale e sullo spazio post-sovietico, con particolare attenzione all&#8217;Ucraina, al Donbass e alle conseguenze politiche, militari e umane dei conflitti che hanno interessato la regione. I suoi reportage documentano la vita delle popolazioni coinvolte, l&#8217;evoluzione degli scenari bellici e le dinamiche internazionali che influenzano gli equilibri dell&#8217;area, offrendo una lettura che unisce cronaca e analisi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha collaborato con numerose testate italiane, tra cui </span><i><span style="font-weight: 400;">La Stampa</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Fatto Quotidiano</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Foglio</span></i><span style="font-weight: 400;"> e </span><i><span style="font-weight: 400;">l&#8217;Espresso</span></i><span style="font-weight: 400;">, oltre a realizzare servizi e documentari per televisioni e programmi di informazione nazionali. Parallelamente all&#8217;attività giornalistica ha sviluppato un percorso editoriale come autore di libri dedicati all&#8217;attualità, alle inchieste e ai principali eventi della storia contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso il proprio lavoro ha contribuito ad ampliare il dibattito sulle crisi contemporanee, con particolare riferimento ai conflitti dell&#8217;Europa orientale e alle loro implicazioni internazionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sabato 10 ottobre a Lecco</strong> presenterà il suo ultimo libro </span><i><span style="font-weight: 400;"><strong>Di guerra e di altre schifezze</strong> </span></i><span style="font-weight: 400;">(Minimumfax, 2026), </span><span style="font-weight: 400;">un reportage del conflitto in Donbass e Ucraina, un illuminante spaccato sui retroscena di una realtà infinitamente complessa, una riflessione sull&#8217;ingiustizia di fondo che accomuna ogni guerra, e allo stesso tempo un resoconto lucido e ironico sul mestiere del giornalista nelle zone di guerra sul ruolo fondamentale dell&#8217;informazione e della libertà di stampa in un presente sempre più difficile da leggere e interpretare.</span></p>
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		<title>In Groenlandia con Daniela Tommasini</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:11:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per molte persone l’Artico è sinonimo di ghiacci, paesaggi estremi e cambiamenti climatici. Daniela Tommasini, geografa culturale, racconta invece la Groenlandia attraverso le persone che la abitano: da oltre trent&#8217;anni frequenta l&#8217;isola, tornando regolarmente nei suoi villaggi e osservandone dall&#8217;interno l&#8217;evoluzione sociale, culturale ed economica. Dopo aver conseguito un dottorato in geografia all&#8217;Università di Grenoble, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"></span>Per molte persone l’Artico è sinonimo di ghiacci, paesaggi estremi e cambiamenti climatici. Daniela Tommasini, geografa culturale, racconta invece la Groenlandia attraverso le persone che la abitano: da oltre trent&#8217;anni frequenta l&#8217;isola, tornando regolarmente nei suoi villaggi e osservandone dall&#8217;interno l&#8217;evoluzione sociale, culturale ed economica.</p>
<p>Dopo aver conseguito un dottorato in geografia all&#8217;Università di Grenoble, ha sviluppato un percorso di ricerca dedicato alle comunità artiche, concentrandosi in particolare sulle aree più isolate della Groenlandia. I suoi studi analizzano il modo in cui piccoli centri affrontano sfide come lo spopolamento, la trasformazione delle economie locali e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Tra i temi approfonditi figura anche il ruolo che il turismo può assumere per il futuro delle comunità più remote, purché sia capace di valorizzarne il patrimonio naturale e culturale senza comprometterne gli equilibri.</p>
<p>Nel corso degli anni Tommasini ha rivolto lo sguardo anche a un&#8217;altra domanda: come viene immaginato l&#8217;Artico da chi lo osserva dall&#8217;esterno? Le sue ricerche hanno esplorato la rappresentazione dell&#8217;Artico nella cultura italiana e le aspettative dei visitatori internazionali, mostrando come l&#8217;immagine di questi territori sia spesso costruita attraverso stereotipi che non restituiscono la complessità della vita quotidiana delle popolazioni locali.<br />
Nel suo libro <strong><em>In Groenlandia. La terra del nulla e del tutto </em></strong>(Ponte alle Grazie, 2026), la ricerca lascia spazio anche al racconto personale. Il volume racconta il rapporto costruito con la Groenlandia nel corso degli anni: Daniela Tommasini torna sull&#8217;isola stagione dopo stagione, condividendo la quotidianità delle famiglie che la ospitano e imparando a guardare questo territorio da una prospettiva diversa da quella occidentale.</p>
<p>Accanto ai fiordi, agli iceberg e all&#8217;aurora boreale, emergono così le storie delle persone che abitano l&#8217;isola, le tradizioni inuit, le trasformazioni della società groenlandese e le questioni che oggi la attraversano: dal peso della geopolitica alle prospettive di sviluppo, fino ai cambiamenti che interessano uno dei territori più strategici e fragili del pianeta. È una Groenlandia raccontata &#8220;dal di dentro&#8221;, lontana dall&#8217;immagine esotica che spesso accompagna l&#8217;Artico.</p>
<p>L&#8217;incontro di Immagimondo, in programma <strong>sabato 10 ottobre alle ore 15.00 al Palazzo del Commercio di Lecco</strong>, sarà l&#8217;occasione per accompagnare il pubblico in Groenlandia attraverso il racconto di una studiosa che unisce ricerca scientifica, esperienza diretta e relazioni costruite nel tempo. Un invito a guardare il Paese non solo dal punto di vista geopolitico e ambientale, ma come una terra abitata da comunità, relazioni e storie.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><!-- notionvc: 794aa69f-7311-4586-9b78-d797b12e2d0e --></span></p>
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		<title>La &#8220;vita selvaggia&#8221; di Stefano Unterthiner</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:30:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un fotografo è un equilibrista, in bilico tra realtà e rappresentazione. Se poi il tema trattato è la difesa degli ecosistemi naturali, la sensibilità richiesta a chi sceglie di scattare una fotografia è ancora maggiore. Lo sa bene Stefano Unterthiner, ospite della 29^ edizione di Immagimondo. Stefano nasce in Valle d’Aosta nel 1970. Fin da [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un fotografo è un equilibrista, in bilico tra realtà e rappresentazione. Se poi il tema trattato è la difesa degli ecosistemi naturali, la sensibilità richiesta a chi sceglie di scattare una fotografia è ancora maggiore. Lo sa bene <strong>Stefano Unterthiner</strong>, ospite della 29^ edizione di Immagimondo.</p>
<p>Stefano nasce in Valle d’Aosta nel 1970. Fin da bambino, la fotografia e il trekking lo accompagnano, alimentando in lui una passione profonda per la natura. Studia zoologia in Scozia e, dopo la laurea, si dedica al fotogiornalismo, definendosi, però, prima di tutto un narratore, impegnato a raccogliere storie di animali, ecosistemi e delle persone che li abitano. Nel corso della sua carriera ha pubblicato un totale di 9 libri fotografici, è diventato un collaboratore di <strong>National Geographic</strong> e ha aperto una galleria fotografica all’interno del forte di Bard, la <em>little wild gallery.</em></p>
<p>Durante i suoi viaggi, Stefano Unterthiner cerca di entrare in sintonia con le comunità, tanto umane quanto, spesso, animali, che lo ospitano, cercando di immortalarne i ritmi e i movimenti caratteristici.  Tra le sue esperienze più significative ci sono poi lunghe permanenze artistiche per progetti complessi, come <em>“A Family in the Arctic”</em>, un anno trascorso coi propri cari nelle Svalbard norvegesi. Dopo queste esperienze, il medium del fotolibro è per Stefano il passaggio fondamentale che raccoglie e dà significato alle nozioni e ai numerosi ricordi accumulati dal fotografo mentre si trovava sul campo.</p>
<p>Il suo lavoro va oltre l’estetica della fotografia: durante i viaggi, Stefano ascolta le voci degli abitanti, dei ricercatori e di chi conosce gli ambienti che documenta, con un’attenzione particolare a dare visibilità a chi si occupa di cambiamento climatico e difesa degli habitat naturali. La sua missione è vivere in prima persona gli ecosistemi del pianeta, usando la fotografia come mezzo per restituire emozioni, ricordi e sensazioni che lui riesce a raccogliere in quei punti, spesso fragili, in cui il mondo selvaggio incontra il mondo umano.</p>
<p>I suoi lavori gli hanno garantito una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Mario Pastore per il miglior Giovane Giornalista Ambientale ed diversi riconoscimenti al <em>Wildlife Photographer of the Year</em>, diventando il fotografo italiano più premiato nella storia di questa manifestazione</p>
<p><strong>Sabato 10 ottobre, alle ore 16.30, in Officina Badoni</strong>, Stefano Unterthiner ci guiderà alla scoperta di alcuni dei luoghi più indomiti del pianeta e ragioneremo sul loro stato di salute attraverso immagini, parole e ricordi.</p>
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		<title>Dall&#8217;Alaska alla Patagonia con Valeria Barbi: tra biodiversità e natura</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:30:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quest’anno Immagimondo ospita Valeria Barbi, giornalista ambientale e scrittrice, naturalista e politologa di formazione. Da anni dedica il suo lavoro allo studio della biodiversità e del rapporto tra essere umano e natura, un percorso che l’ha portata a viaggiare in cinque continenti e quarantquattro Paesi per osservare da vicino gli ecosistemi e le altre specie, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno Immagimondo ospita Valeria Barbi, giornalista ambientale e scrittrice, naturalista e politologa di formazione. Da anni dedica il suo lavoro allo studio della biodiversità e del rapporto tra essere umano e natura, un percorso che l’ha portata a viaggiare in cinque continenti e quarantquattro Paesi per osservare da vicino gli ecosistemi e le altre specie, trasformando l’esperienza sul campo in uno strumento di ricerca, divulgazione e sensibilizzazione.</p>
<p>Questa prospettiva attraversa tutta la sua produzione editoriale, da <em>Che cos’è la biodiversità, oggi</em> a <em>La comunicazione ambientale</em>, fino al più recente <em>Dall’Alaska alla Patagonia</em>, pubblicato da Laterza nel 2025. Un racconto che attraversa il pianeta seguendo il filo della straordinaria varietà della vita sulla Terra e che invita a guardare gli ecosistemi non come luoghi lontani, ma come realtà strettamente intrecciate alle nostre scelte quotidiane.</p>
<p>Il viaggio, però, non rappresenta soltanto uno spostamento geografico. Nel lavoro di Valeria Barbi diventa un metodo di osservazione e di ascolto, capace di mettere in discussione il punto di vista umano per raccontare storie di equilibrio, adattamento e coesistenza. È lo stesso approccio che anima WANE – <em>We Are Nature Expedition</em>, il reportage multimediale realizzato insieme al fotografo e videomaker Davide Agati, nato per documentare gli effetti delle attività umane sulla biodiversità e raccogliere esempi concreti di convivenza possibile tra persone e altre specie.</p>
<p>La sua attività di divulgazione si estende anche alla televisione, dove per <em>Geo</em> cura una rubrica dedicata alla biodiversità e alla biomimesi, e all’impegno nelle principali realtà che si occupano di conservazione ambientale. Un percorso che riflette la convinzione che conoscere la natura significhi anche imparare a raccontarla, rendendo accessibili temi complessi e stimolando una maggiore consapevolezza sul ruolo che ogni individuo ricopre all’interno degli ecosistemi.</p>
<p><strong>Sabato 10 ottobre a Lecco</strong> Valeria Barbi racconterà il viaggio-spedizione attraverso la Panamericana, una dorsale che ha cominciato a essere costruita nel 1923 e che oggi collega l’Alaska con la Patagonia: 30.000 chilometri di strada che la naturalista e giornalista ambientale ha percorso con il fotografo Davide Agati sul van <em>aVANscoperta</em>.</p>
<p><!-- notionvc: 3ebd397b-502e-413c-9740-2110d1c674d4 --></p>
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		<title>Alla scoperta dei &#8220;lati umani&#8221; con Francesco Santino</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:28:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Francesco Santino è un giornalista e reporter italiano che ha scelto di trasformare il viaggio in uno strumento di ascolto e restituzione del reale. Dopo un percorso professionale iniziale in ambito legale, ha compiuto una scelta di cambiamento radicale, dedicandosi alla narrazione diretta delle storie umane e alla costruzione di un racconto fondato sull’esperienza e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Francesco Santino</b><span style="font-weight: 400;"> è un giornalista e reporter italiano che ha scelto di trasformare il viaggio in uno strumento di ascolto e restituzione del reale. Dopo un percorso professionale iniziale in ambito legale, ha compiuto una scelta di cambiamento radicale, dedicandosi alla narrazione diretta delle storie umane e alla costruzione di un racconto fondato sull’esperienza e sull’incontro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso il progetto </span><b>“Lati Umani”</b><span style="font-weight: 400;">, Francesco attraversa Paesi e contesti culturali differenti per raccogliere testimonianze di comunità spesso invisibili, marginali o dimenticate. Il suo lavoro si concentra su ciò che accade ai margini delle narrazioni ufficiali: vite quotidiane, fragilità sociali, resistenze silenziose e forme di adattamento che raccontano il mondo da prospettive diverse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha realizzato reportage tra Europa, Asia e Medio Oriente, raccontando storie che intrecciano disuguaglianze, migrazioni, identità e trasformazioni sociali contemporanee. Ce ne parlerà a <strong>Lecco domenica 11 ottobre</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoro di Francesco si sviluppa come una forma di narrazione lenta e partecipata, che rifiuta la semplificazione dei fenomeni complessi e cerca invece la profondità delle storie individuali. In questo percorso, il reportage diventa uno spazio di ascolto prima ancora che di racconto, e il viaggio un esercizio continuo di disarmo dello sguardo, per restituire complessità a ciò che spesso viene ridotto a stereotipo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua produzione si articola principalmente in articoli, video, reportage e contenuti digitali, mantenendo una dimensione giornalistica e multimediale, strettamente legata al lavoro sul campo</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua presenza sui social (<a href="https://www.instagram.com/latiumani/">@latiumani</a>) riflette pienamente questa impostazione: i canali digitali sono utilizzati come estensione del lavoro sul campo, con</span><span style="font-weight: 400;"> frammenti di reportage, riflessioni e testimonianze raccolte durante i viaggi. Ne emerge un racconto in cui il centro resta sempre la storia delle persone incontrate, più che il punto di vista del reporter.</span></p>
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		<title>In Caucaso con Eleonora Sacco</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:37:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal Caucaso all’Asia Centrale, dai Balcani allo Yemen, Eleonora Sacco &#8211; sui social @painderoute &#8211; ha costruito negli anni un percorso di ricerca che unisce viaggio, scrittura e divulgazione. Autrice, podcaster e fondatrice del tour operator Kukushka Tours, racconta luoghi spesso assenti dalle rotte turistiche più battute, concentrandosi sulle persone, sulle lingue e sulle storie che li attraversano. [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Caucaso all’Asia Centrale, dai Balcani allo Yemen, <strong>Eleonora Sacco</strong> &#8211; sui social <strong>@painderoute</strong> &#8211; ha costruito negli anni un percorso di ricerca che unisce viaggio, scrittura e divulgazione. Autrice, podcaster e fondatrice del tour operator Kukushka Tours, racconta luoghi spesso assenti dalle rotte turistiche più battute, concentrandosi sulle persone, sulle lingue e sulle storie che li attraversano.</p>
<p>Il suo interesse per l&#8217;Europa orientale e lo spazio post-sovietico affonda le radici negli anni dell&#8217;università e trova una tappa decisiva in un periodo di studio a Mosca, che la stessa autrice indica come l&#8217;inizio del suo percorso nei territori dell&#8217;ex URSS. Nel corso degli anni Eleonora ha vissuto in Italia, Portogallo, Russia e Georgia e ha trasformato questa passione in un&#8217;attività che oggi prende forma in libri, podcast, reportage e viaggi culturali.</p>
<p>Tra le regioni che hanno avuto un ruolo centrale nel suo percorso c&#8217;è il <strong>Caucaso, </strong>un luogo che Eleonora frequenta da anni e che rappresenta una delle chiavi per comprendere molte delle trasformazioni politiche, culturali e sociali che hanno attraversato lo spazio sovietico e post-sovietico. Proprio a questa regione è dedicato il suo ultimo libro, <strong><em>In Caucaso. Viaggio in Georgia e Armenia</em></strong>, in uscita per Bottega Errante Edizioni a settembre 2026.</p>
<p>L&#8217;incontro di Immagimondo, in programma <strong>domenica 11 ottobre a Lecco</strong>, sarà l&#8217;occasione per avvicinarsi a questi territori attraverso l&#8217;esperienza di chi li ha attraversati a lungo, spesso lontano dagli itinerari più conosciuti. Un racconto che nasce dall&#8217;osservazione diretta e dall&#8217;incontro con comunità, tradizioni e realtà che raramente trovano spazio nelle narrazioni più diffuse sul Caucaso.<br />
L&#8217;incontro offrirà uno sguardo su una regione complessa e affascinante, al centro del percorso di ricerca e di viaggio che Eleonora Sacco porta avanti da anni.</p>
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		<title>Matteo Stella: cinque mesi lungo la Via della Seta</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:00:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel panorama dei creator che si dedicano al viaggio, ci sono profili che puntano sulla spettacolarità e altri che scelgono una strada diversa: raccontare il viaggio come esperienza umana prima ancora che come impresa. Matteo Stella, conosciuto sui social con il nome @acrosstheuniverse501, appartiene a questa seconda categoria. Dietro immagini di montagne, strade sterrate e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama dei creator che si dedicano al viaggio, ci sono profili che puntano sulla spettacolarità e altri che scelgono una strada diversa: raccontare il viaggio come esperienza umana prima ancora che come impresa. <strong>Matteo Stella</strong>, conosciuto sui social con il nome <strong><a href="https://www.instagram.com/acrosstheuniverse501/">@acrosstheuniverse501</a></strong>, appartiene a questa seconda categoria.</p>
<p>Dietro immagini di montagne, strade sterrate e orizzonti lontani non c&#8217;è soltanto un racconto di viaggio. C&#8217;è una filosofia costruita attraverso anni trascorsi a stretto contatto con la natura e con ambienti estremi. <strong>Nato a Roma</strong>, Matteo a 23 anni ha lasciato il percorso aziendale tradizionale e ha trasformato la passione per l&#8217;outdoor in una professione: da anni <strong>vive a Courmayeur</strong>, dove lavora come guida di mountain bike e accompagnatore di media montagna. Nel tempo, le sue esperienze si sono spinte ben oltre i sentieri tradizionali, portandolo verso spedizioni internazionali e lunghi itinerari in bicicletta.</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti del suo percorso è il modo in cui <strong>il viaggio diventa strumento di cambiamento personale</strong>. Non si tratta semplicemente di raggiungere una meta o accumulare chilometri percorsi. Nei suoi progetti emerge una visione in cui ogni tappa è un&#8217;occasione di incontro, ogni difficoltà una prova di adattamento e ogni confine attraversato un momento di crescita.</p>
<p>Negli ultimi anni Matteo ha intrapreso viaggi particolarmente ambiziosi, attraversando Paesi diversi in sella a una bicicletta. Tra le esperienze più significative ci sono la traversata del Sud America da Bogotá fino a Ushuaia in tre mesi e mezzo e il progetto che lo ha visto <strong>ripercorrere la Via della Seta da Pechino verso Venezia</strong> attraverso il deserto del Gobi, le montagne del Pamir e l’Afghanistan. Sarà proprio questa l’avventura, durata cinque mesi, che <strong>racconterà al pubblico di Immagimondo</strong> il prossimo <strong>10 ottobre</strong>.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui tutto sembra richiedere velocità, immediatezza e risultati rapidi, la storia di Matteo Stella suggerisce un&#8217;idea diversa: che il valore di un percorso non si misura soltanto dalla distanza percorsa, ma soprattutto da ciò che cambia dentro chi lo attraversa. Forse è proprio questo il messaggio che rende il suo progetto interessante: il viaggio non come fuga, ma come ritorno a una dimensione più autentica del vivere.</p>
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		<title>Presentiamo il primo ospite: Paolo Malaguti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quest’anno Immagimondo ha il piacere di ospitare Paolo Malaguti, scrittore pluripremiato e insegnante. La sua produzione spazia tra la saggistica (Sillabario veneto, 2011) e il libro di viaggio (Lungo la Pedemontana, 2018), tra il romanzo (Piero fa la Merica, 2023, Fumana, 2024) e il fantasy (L&#8217;ultimo carnevale, 2019), sempre riscontrando apprezzamenti e distinguendosi per un filo conduttore riconoscibile: [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno Immagimondo ha il piacere di ospitare <strong>Paolo Malaguti</strong>, scrittore pluripremiato e insegnante. La sua produzione spazia tra la saggistica (<em>Sillabario veneto</em>, 2011) e il libro di viaggio (<em>Lungo la Pedemontana</em>, 2018), tra il romanzo (<i id="mwLg">Piero fa la Merica, </i>2023, <i id="mwMg">Fumana, </i>2024) e il fantasy (<i id="mwJw">L&#8217;ultimo carnevale, </i>2019), sempre riscontrando apprezzamenti e distinguendosi per un filo conduttore riconoscibile: la capacità di trasformare il legame con il proprio territorio, il Veneto, in una florida fonte di ispirazione. Questo rapporto si è ulteriormente rafforzato con nuovi progetti come la fondazione della scuola di scrittura creativa Alba Pratalia e, soprattutto, la co-direzione del festival letterario <em>Stati generali della Letteratura in Veneto</em> a Bassano del Grappa.</p>
<p><strong>Sabato 10 ottobre</strong> a <strong>Civate</strong> presenterà il suo ultimo saggio <strong><em>Sentieri Partigiani</em></strong>, pubblicato per Einaudi nel 2026.<br />
Partendo da una faticosa salita al Monte Grappa, con la vista del memoriale bianco sulla vetta, il lettore è subito chiamato a mettere in moto logica e memoria, protagoniste della scrittura di Malaguti. Non si tratta però di un esercizio lineare, ma di una ricerca di eventi dimenticati e sparpagliati, che si scontra con tutti i temi rimasti irrisolti intorno alla Seconda Guerra Mondiale in Italia, con le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza.</p>
<p>Nello stile di Malaguti si riconosce anche l’esperienza del professore che conosce quello che viene studiato e il modo in cui si parla, tra i banchi di scuola, di temi profondi come la cittadinanza e il sacrificio, interrogandosi sulla difficoltà di formare giovani cittadini in un clima politico e sociale di contraddizioni e imbarazzi, e con la costante domanda “cosa avremmo fatto noi?”.</p>
<p>Come ci suggerisce il titolo, la presentazione di <em><strong>Sentieri Partigiani</strong> </em>ci calerà nel mezzo di un itinerario, o meglio, di una rete formata da vie segrete e silenziose, cippi e monumenti dimenticati, che scendono dai monti e dalle valli alpine verso la città, verso piazzale Loreto a Milano, in un viaggio spaziale e temporale alla ricerca della libertà e del pensiero critico.</p>
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		<title>Edizione 2026: prime anticipazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:52:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi presentiamo la nuova edizione di Immagimondo! Si terrà a Lecco, Civate e Mandello del Lario dal 3 al 18 ottobre. Le date da non perdere: Sabato 3 ottobre &#8211; inaugurazione Sabato 10 e domenica 11 ottobre &#8211; Il mondo a Lecco Sabato 17 e domenica 18 ottobre &#8211; I viaggi dell&#8217;anima Anche quest&#8217;anno l&#8217;illustrazione è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi presentiamo la nuova edizione di Immagimondo!</p>
<p>Si terrà a Lecco, Civate e Mandello del Lario dal 3 al 18 ottobre.</p>
<p>Le date da non perdere:<br />
<strong>Sabato 3 ottobre</strong> &#8211; inaugurazione<br />
<strong>Sabato 10 e domenica 11 ottobre</strong> &#8211; Il mondo a Lecco<br />
<strong>Sabato 17 e domenica 18 ottobre</strong> &#8211; I viaggi dell&#8217;anima</p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;illustrazione è a opera di <strong>Fabio Consoli</strong>, che la descrive così:</p>
<p><em>La bellezza e le meraviglie della natura! Con un gesto gentile l’uomo sposta la scassata e li vediamo una fonte luminosa. Un’immagine di speranza, positiva. Viaggiando in modo consapevole, si può ancora trovare armonia tra uomo e natura.</em></p>
<p>Continuate a seguirci per non perdere le prossime antecipazioni!</p>
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