Risorse per l’insegnamento – sostenibilità

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Registrazioni degli appuntamenti che si sono tenuti in edizioni del festival delle Geografie.

Il percorso verso l’agenda 2030
La professoressa Elena Riva, Università Cattolica del Sacro Cuore, ha presentato l’approccio delle “reti” e “connessioni” come un paradigma storiografico cruciale, necessario per superare i confini nazionali e promuovere la multidisciplinarietà nella ricerca e nella partecipazione ai bandi. Ha utilizzato come caso di studio la Villa Reale e il Parco di Monza per mostrare un progetto (non finanziato) mirato a valorizzare in rete il patrimonio storico-culturale della Brianza, trasformandolo in un “Focus strategico territoriale” attraverso un approccio circolare e multi-scalare.


Water Grabbing
Il giornalista e geografo Emanuele Bompan definisce il “Water Grabbing” (accaparramento dell’acqua) come l’esplosione di appropriazioni idriche dovute all’azione antropica, alla crisi climatica e a strategie di prelievo aggressive. Il fenomeno genera conflitti geopolitici (es. Nilo e Mekong) e violazioni del diritto universale all’acqua, spesso in contesti di scarsa regolamentazione internazionale.


Montagne termometro del cambiamento climatico
Il geografo Giacomo Zanolin esplora la montagna come “termometro” e osservatorio privilegiato dei cambiamenti climatici, evidenziando l’accelerazione del riscaldamento globale e la perdita repentina di massa glaciale, come dimostrato dal ghiacciaio di Fellaria. La conferenza sottolinea la necessità di ripensare il rapporto tra le persone e il clima in montagna, passando da una visione nostalgica a una focalizzata sul futuro, e di avviare politiche per prevenire speculazioni e gestire le risorse nelle aree interne (Appennini) a fronte dell’innalzamento dei mari e del caldo nelle città.


La casa vivente
L’antropologo Andrea Staid decostruisce il concetto occidentale di casa come merce isolante, mostrando tramite l’etnografia non egemonica che l’abitare è una costruzione culturale, dove sicurezza e comfort sono relativi e dipendono dalla relazione comunitaria. Egli esorta a superare l’attuale homo comfort, adottare l’architettura vernacolare e cambiare strutturalmente i consumi (es. non usare acqua potabile per scaricare), ponendo fine alla visione antropocentrica per la salvezza ecologica e planetaria.


A volte ritornano
La conferenza di Luca Canova esplora il ritorno del lupo e di altri predatori nella Pianura Padana, dovuto all’abbondanza di prede alloctone (come la nutria), culminato con la prima riproduzione documentata dopo 350 anni nella Riserva di Monticchie. Si analizza la demonizzazione storica del lupo (iniziata nel Medioevo), confrontando i miti persistenti con le moderne sfide di coesistenza che richiedono nuovi approcci gestionali e comportamentali.