20 luglio 2026

La “vita selvaggia” di Stefano Unterthiner

Stefano Unterthiner

Un fotografo è un equilibrista, in bilico tra realtà e rappresentazione. Se poi il tema trattato è la difesa degli ecosistemi naturali, la sensibilità richiesta a chi sceglie di scattare una fotografia è ancora maggiore. Lo sa bene Stefano Unterthiner, ospite della 29^ edizione di Immagimondo.

Stefano nasce in Valle d’Aosta nel 1970. Fin da bambino, la fotografia e il trekking lo accompagnano, alimentando in lui una passione profonda per la natura. Studia zoologia in Scozia e, dopo la laurea, si dedica al fotogiornalismo, definendosi, però, prima di tutto un narratore, impegnato a raccogliere storie di animali, ecosistemi e delle persone che li abitano. Nel corso della sua carriera ha pubblicato un totale di 9 libri fotografici, è diventato un collaboratore di National Geographic e ha aperto una galleria fotografica all’interno del forte di Bard, la little wild gallery.

Durante i suoi viaggi, Stefano Unterthiner cerca di entrare in sintonia con le comunità, tanto umane quanto, spesso, animali, che lo ospitano, cercando di immortalarne i ritmi e i movimenti caratteristici.  Tra le sue esperienze più significative ci sono poi lunghe permanenze artistiche per progetti complessi, come “A Family in the Arctic”, un anno trascorso coi propri cari nelle Svalbard norvegesi. Dopo queste esperienze, il medium del fotolibro è per Stefano il passaggio fondamentale che raccoglie e dà significato alle nozioni e ai numerosi ricordi accumulati dal fotografo mentre si trovava sul campo.

Il suo lavoro va oltre l’estetica della fotografia: durante i viaggi, Stefano ascolta le voci degli abitanti, dei ricercatori e di chi conosce gli ambienti che documenta, con un’attenzione particolare a dare visibilità a chi si occupa di cambiamento climatico e difesa degli habitat naturali. La sua missione è vivere in prima persona gli ecosistemi del pianeta, usando la fotografia come mezzo per restituire emozioni, ricordi e sensazioni che lui riesce a raccogliere in quei punti, spesso fragili, in cui il mondo selvaggio incontra il mondo umano.

I suoi lavori gli hanno garantito una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Mario Pastore per il miglior Giovane Giornalista Ambientale ed diversi riconoscimenti al Wildlife Photographer of the Year, diventando il fotografo italiano più premiato nella storia di questa manifestazione

Sabato 10 ottobre, alle ore 16.30, in Officina Badoni, Stefano Unterthiner ci guiderà alla scoperta di alcuni dei luoghi più indomiti del pianeta e ragioneremo sul loro stato di salute attraverso immagini, parole e ricordi.

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